Vi spiego le cose ovvie...datemi solo il tempo di capirle

lunedì 1 settembre 2008

Persone








Non credo che il mondo si divida in uomini e donne.Se proprio una divisione ci deve essere credo sia trasversale:persone che metabolizzano la fine di un rapporto in un tempo ragionevole e persone che ci si macerano. Ma non bisogna commettere l’errore di considerare superficiali ed aridi i primi e sentimentali i secondi.Nella vita ci si relaziona con un certo numero di persone per i motivi più disparati:amicizia,lavoro,sesso,semplice conoscenza.Con alcune persone poi si instaurano relazioni più profonde che coinvolgono la parte più vulnerabile di noi e per questo la fine di queste relazioni,specie quando non voluta da noi,ci può ferire.
Ma la consapevolezza che l’accaduto era da mettere in preventivo dovrebbe venire in aiuto e il ricordo dei momenti belli stemperare la tristezza e accompagnarci per sempre.Per alcuni invece questo episodio resta indelebilmente tatuato nel profondo e non di rado condiziona tutta la vita.Non mi sembra questo il luogo per fare psicologia spicciola ma probabilmente queste ultime sono persone per le quali il giudizio altrui ha un valore superiore a quanto loro stesse sono disposte ad ammettere o il rifiuto riapre antiche ferite mai del tutto rimarginate.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Sentirsi riufiutati, oltre il dolore di una perdita, colpisce inesorabilmente il nostro ego. Siamo tutti un po' narcisisti e più lo siamo e meno accettiamo un abbandono... non fa una piega. Ma è tra una piega e l'altra, che si nasconde l'irrazionale e l'inspiegabile, nonostante le pianificazioni e le previsioni...forse.
baci, Linda

Rebecca ha detto...

Fra le categorie che elenchi nel relazionarci agli altri non leggo la parola "amore". Pensi che non esista?
Non sempre il macerarsi, il soffrire molto a lungo è dettato da un motivo egoistico. Conosco persone che hanno investito anni preziosi della loro vita in un rapporto che ritenevano solido e per le quali la rottura è fonte di vera angoscia, sballottamento, solitudine profonda.
Gli uomini riescono a vivere un rapporto come "contorno" al loro sè, le donne ci si identificano. Sei d' accordo?

Lanza ha detto...

@Linda:sono d'accordo.Ma bisogna pur continuare a vivere.Un bacio

@Rebecca:nel mio post ho detto il contrario.Non credo che gli uomini siano un manipolo di mascalzoni e le donne una congregazione di Sante.Ho sempre pensato che un rapporto dovesse stare in piedi senza grossi"investimenti".Ciao

lamicragna ha detto...

se dovessi dar retta ai miei giorni di sofferenza, dovrei aver amato quanto un paramecio.
quindi no, forse non sono indicativi.

Lanza ha detto...

@Lamicragna:sempre più estemporanei i tuoi commenti.Credo che il tuo sia il primo esempio di commento intercambiabile. Questo per esempio andava bene anche per un post di Giugno:)

RazzaCorta ha detto...

Rebecca: "Gli uomini riescono a vivere un rapporto come "contorno" al loro sè, le donne ci si identificano."
Ehm... non sono proprio proprio d'accordo con queste "categorizzazioni", se così si può dire.
Per il resto, il mio modo di vivere questo tipo di dolore (quello del rifiuto) è sempre lo stesso. Non inseguire o insistere ulteriormente. Per non incorrere nel rifiuto "postumo", come lo chiamo io. Perchè se il primo è doloroso, il "postumo" è umiliante. E, a me personalmente, toglierebbe molto più sonno alle notti di quello doloroso.

Antonella ha detto...

Ho visto questo blog molto bello.
Io credo che non esista un solo rifiuto. Diciamo che una persona
( come mel mio caso) comincia a negarsi e soprattutto gli uomini non hanno il coraggio di chiarire e spiegare subito che non ti vogliono. Aggiungi la propria ottusità di non voler capire e si prova e ci si ri- prova.
Non importa quante volte.
( certamente non di dovrebbe essere ossessivi per rispettare la volontà dell'altro) ma credo che se si vuole proprio quella perticolare persona non bisogna rassegnarsi subito. Ciao
Antonella

Lanza ha detto...

@RazzaCorta:altra affinità.Credo che il momento della fine di una relazione sia l'ultimo anello di una serie di comportamenti rivelatori, basta avere le antenne per coglierli.

@Antonella:innanzitutto grazie della visita.Ho ricambiato e ho scoperto una persona estremamente ricca, profonda ed inquieta.
Riguardo al commento credo anch'io che a volte sia il caso di insistere,ma è un tipo di comportamento che non mi piace:detesto l'insistenza e avrei sempre la sensazione di aver avuto successo per sfinimento.Ma se fossimo tutti uguali,che noia:)

Audrey ha detto...

Generalizzi troppo!
Non ho mai sofferto per amore perchè capivo quando la cosa andava chiusa. Ma adesso è diverso, perchè se la cosa si fosse chiusa nel modo e nei tempi giusti avrei capito, ma quando la cosa avviene in modo così assurdo, senza alcun rispetto, dignità, coraggio, solo per assecondare la vigliaccheria di colui in cui credevi ciecamente, e che guardandoti negli occhi continua a dirti che va tutto bene, nonostante da mesi e mesi abbia più di una vita segreta nella città dove lavora (che non è quella dove vive)...forse non è così immediato dimenticare e ricordare le cose belle....a parole sono d'accordo con te, ma nei fatti bisogna vedere caso per caso...e non c'entra il giudizio degli altri, è questione di sentimenti, di rispetto, di fiducia, di orgoglio e quant'altro..troppo semplicistico ridurlo a quello.
Audrey

Lanza ha detto...

@Audrey:scusa per la generalizzazione ma essendo questo un post di una decina di righe credo sia inevitabile o quasi.Detto questo:gli amori dai quali si esce” nel modo e nei tempi giusti”credo siano quelli che erano già finiti da tempo e dei quali non si vedeva l’ora di ufficializzare la morte.E’ quando entrano in gioco parole come passione e tradimento che la fine non è mai“giusta”,che ci si sente toccati nel vivo.Ma a guardare bene il motivo credo che sia anche un altro:noi ci credevamo ciecamente e invece lui/lei chissà che risate matte si sarà fatto/a a letto con l’amichetto/a del momento.Per quanto riguarda i tempi confermo che ci sono persone che smaltiscono tutto relativamente presto e persone alle quali occorrono anni.Ciao

Antonella ha detto...

@Audrey Quando ti ho letto ho compreso la tua sofferenza.Sono molto solidale con te. Credo che questo avvenga proprio perchè per dire la verità bisogna avere coraggio e impegnarsi a parlare e questo chi non ama più o non ha mai amato non ce l'ha proprio. La cosa che più odio è " il ciurlare per il manico" " il dartela a bere" voglio trasparenza. Anche se non ci preserverà dalla sofferenza

Anonimo ha detto...

Antonella: ti ringrazio della solidarietà ;-)), concordo con te.
Audrey

 
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