Vi spiego le cose ovvie...datemi solo il tempo di capirle

giovedì 28 agosto 2008

Anni violenti



Rob Gonsalves - Written World





Rob Gonsalves - Chessmaster


Continuo a credere,a voler credere che i vari stupratori che riempono le pagine di cronaca siano comunque una esigua minoranza. Voglio credere che la stragrande maggioranza degli uomini siano appunto uomini e non bestie feroci.Nonostante tutto non posso non pensare ad un caso analogo accaduto nel 1975:il“massacro del Circeo”.Il risalto dato dai media fu enorme,infatti credo che tutti ne abbiano sentito parlare e per la mia generazione il solo riferimento geografico riporta alla mente sempre quel caso,anche a più di trent’anni di distanza.Erano anni di violenza e di esasperate contrapposizioni ideologiche,anni in cui un capo di abbigliamento o un giornale sbagliato potevano significare un soggiorno forzato all’ospedale.Ma ripensando alle mille feste di allora ripenso alle tante volte in cui sarebbe stato facile approfittare di una situazione sin troppo favorevole,alle amiche accompagnate a casa a notte fonda mezze ubriache in una macchina piena di ragazzi di sesso opposto.La verità è che “quel”pensiero non mi ha mai attraversato neppure l’anticamera del cervello e mi sento di garantire per tutta la compagnia.Eravamo semplicemente degli amici di sesso diverso e gli amici si proteggono tra loro,non si pugnalano alle spalle.Come ho detto all’inizio credo che anche oggi le persone abbiano relazioni sane nella stragrande maggioranza dei casi,ma avverto che in questi anni qualcosa è cambiato:oggi troppo spesso l’affermazione della propria personalità e/o identità deve avvenire attraverso odiosi atti di violenza e di prevaricazione.Oltretutto la scelta di vittime più deboli e pertanto impossibilitate a difendersi la dice lunga sulla statura morale di questi farabutti.

6 commenti:

Photography Antonio ha detto...

Il lunedi parto per Berlino, prima non debbo dimenticare dirte che la gente buona sono moltitudine e sempre andano insieme. Ricorda il bueno agnello

Lanza ha detto...

@Antonio:viaggio di lavoro?In ogni caso buon viaggio e buon divertimento.Penso anch'io che le persone perbene siano la stragrande maggioranza.Ciao

Anonimo ha detto...

Il Circeo... dio, se ci penso ancora tremo. Avevo 12 anni, allora, e forse quello fu il primo vero episodio efferato con cui venni a contatto... incubi per mesi e mesi, anche se io non uscivo se non per andare a scuola. Mia madre dovette vendere un pezzo di terra che aveva lì -peraltro, posto incantevole- pur di non sentire più quel nome. Nell'immaginario collettivo era il nome dell'inferno.
Non fu facile per nessuno ritrovare la fiducia, ricominciare a divertirsi, quando due ragazzette, modeste e fiduciose, erano state massacrate così... Le nostre madri non ci facevano muovere e non lo fecero per molto tempo ancora, ricordando, ogni volta, la morte di quelle martiri.Ho avuto il viso di entrambe stampate a fuoco nel mio cuore, pensandole ogni sera e piangendo per loro.
Poi l'ho vista, Donatella, a viale Marconi, qualche anno prima che morisse...era vestita di bianco... avrei voluto abbracciarle le gambe e chiederle perdono per il suo dolore, ma lei camminava con lo sguardo fisso e spento, senza vedere nessuno e senza guardare nessuno. Non credo che la dimenticherò mai, per me sarà sempre il DOLORE.
Ciao, Robi, scusa se mi sono dilungata,
Linda

Lanza ha detto...

@Linda:scusa se ti ho ricordato un fatto così efferato.Ma la tua è la testimonianza che dimostra come a quei tempi non fossimo ancora"vaccinati" per questo genere di cose.

RazzaCorta ha detto...

anche se l'episodio è antecedente alla mia nascita, anche nel mio immaginario, per quello che ho visto e sentito, incarna "l'incubo".
io sono sempre uscita con amici maschi. il mio miglior amico è un uomo e con lui ho condiviso anche il letto in qualche occasione, ad esempio feste fuori per il week end. ma mai, e dico mai, mi è passata per la testa l'idea che una cosa simile postesse accadere a me. credo che il contesto del circeo fosse quello di ragazzi bene abituati ad avere tutto e annoiati della loro stessa gioventù. certe cose che accadono oggi, a ragazzini che davvero potrebbero tranquillamente essere chiamati ancora bambini, perchè io mi ritenevo tale a 12 o 13 anni, io non me le spiego proprio. come d'altronde non mi spiego anche certa barbarie degli adulti. credo che la società sia entrata in vortice di negatività, e non sono molto fiduciosa sulla buona riuscita.
scusa la prolissità, roby. e pensa che ho scritto l'1% di tutto quello che m'è passato per la testa quando ho letto il tuo post. ti abbraccio.

Lanza ha detto...

@RazzaCorta:mi ostino a credere che ora come allora siano solo episodi che rappresentano l'eccezione e non la regola.E'innegabile però che oggi certi valori siano pericolosamente in declino,e non è solo retorica.

 
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