Vi spiego le cose ovvie...datemi solo il tempo di capirle

martedì 6 ottobre 2009

And everybody knows that it's now or never







Mi piace la roulette russa (della roulotte romena ne parlo un’altra volta) perchè chi perde non si lamenta mai. Dell’arbitro,del pubblico,del guardalinee,della sfiga.Perchè non è sfiga,è matematica.Cinque vuoti e un pieno.Dopo aver scartato l’ipotesi della masturbazione ho iniziato a pensare che”Five to one” dei Doors fosse dedicata alla roulette russa.Avrebbe dovuto essere “Six to one” ad essere pedanti ma Jim non era forte in matematica.Sono come voi e mi spaventa più del pensiero che voi siete come me.Stiamo tutti dalla parte degli ultimi,di chi non ce la fà.Con moderazione,però.Non come quell’amico partito per l’Africa dopo aver visto un documentario,giustificando una follia apparente con una evidente verità:”Non posso continuare la mia vita dopo quello che ho visto,devo andare.Se non potrò fare nulla di utile almeno starò in mezzo a loro.”Pensavo a poche settimane,sono anni ormai.Stamane mi ha telefonato:è felice.Io?Annoiato.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

io mi incazzo ogni volta che sento chi si lamenta di gamba sana.....
la noia è questione di punti di vista....chi osserva la mia vita dal di fuori può considerarla noiosa.....ma io la mia solitudine la coltivo come un fiore....
anche se chi mi vede non mi vede sola.....in realtà ci si può sentire soli anche tra mille persone.....
e non m'annoio....io non che non m'annoio.....e l'ozio è una virtù...non un vizio....secondo me......besitos
carla piumotta

skylark ha detto...

basta guardarsi intorno per trovare opportunità di sentirsi utili. L'Africa colpisce molto anche me ma guarda bene intorno a te quando cammini per strada e ti renderai conto di quanta Africa c'è anche qui. A Roma al quartiere Pigneto pare che la Guardia di finanza ha fatto un blitz indiscriminato pestando anche chi era regolare e non clandestino. Trattasi di africani.Approfondirò la notizia per capire meglio ...:)ciao

enrica ha detto...

Che bella cosa questa del tuo amico che decide di andare anche solo per stare in mezzo a loro. Scalda il cuore sentire certe storie, fa pensare che, in fondo, non ci siano solo cinici a questo mondo... non li sopporto più...!

Enrica

Anonimo ha detto...

Siamo tutti insoddisfatti della nostra vita, Robi. E annoiati, se non altro per la ripetitività di certe giornate, che diventano mesi, che diventano anni, che diventano una vita.
Chi ha il coraggio di fare certe scelte e chi osa rinunciare alla propria nicchia protetta, che abbia in premio almeno la felicità.

Un bacio. Linda

Lanza ha detto...

Carla,il tuo atteggiamento è più che condivisibile.

Skylark cara,credo che di ingiustizie sia pieno il mondo.

Cara Enrica,dal suo punto di vista è stato il risultato di un ragionamento ovvio.Se un giorno queste persone ci suonassero alla porta e dicessero:"Tu sapevi in che stato erano costretti a vivere dei tuoi simili e non hai mosso un dito" ti confesso che non so se troverei il coraggio di guardarle negli occhi.

Linda amica mia,dritta al problema come al solito:)Forse è rinunciando alla vita come la intendiamo che si coglie la bellezza autentica della vita.

Zelda ha detto...

siamo tutti pieni di contraddizioni...facile voler bene agli stranieri....quando ti trovi in certi quartieri, o per lavoro ti misuri con certe realtà(scuola servizi sociali,per esmpio), ti accorgi che la realtà è più difficile...

enne ha detto...

Fra suicidarsi e fare qualcosa di molto concreto per gli altri ce ne corre.

Ciò nonostante rispetto le scelte di tutti.
E non dire che io sono come te, perchè sono sicuramente peggiore.

Lanza ha detto...

Cara Zelda,è proprio in certi momenti che avrei bisogno di un "centro di gravità permanente" ovvero un'opinione chiara e non mutevole sull'argomento.

Forse hai ragione Nico.Io le vedo come due scelte radicali ed estreme che esprimono entrambe il disagio di vivere in un mondo troppo sbilanciato.
Sul migliore o peggiore ti dico una cosa:spero di non dover mai sapere a quali bassezze sono disposto pur di sopravvivere.

 
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