Vi spiego le cose ovvie...datemi solo il tempo di capirle

martedì 21 settembre 2010

Non hai fiori bianchi per me



Appena tornato ho trovato il tempo di fare visita ad un amico.Una persona speciale per me, un ragazzo di una decina d’anni più giovane di me che a causa di un incidente stradale si è ritrovato a poter muovere solo la testa:tetraplegico.Una persona che ha dovuto intraprendere un lungo cammino: dalla semplice accettazione dell’accaduto ai tanti “viaggi della speranza” dai maggiori specialisti,per sentirsi sempre ripetere che un miracolo era l’unica possibilità che gli restava.
La madre provvede alle sue necessità quotidiane,che detto così sembra nulla ma in realtà è un massacrante lavoro 24 ore su 24,io mi occupo di quello che mi riesce meglio:le futilità.
Quindi schermo TV da 50 pollici ed impianto stereo esoterico,apparecchi a fruizione passiva.Poi ho iniziato a lavorare sui pochi input che era in grado di dare,visto che il più grande regalo che gli si poteva fare era quello di restituirgli un pò di quella autonomia che gli era stata sottratta,in modo che potesse fare invece di dover chiedere.
Mi sono allora addentrato in un mondo sconosciuto alle persone senza questo tipo di problemi:quello degli ausili per disabili.Ho letto molto,sono andato ad un sacco di fiere di domotica e affini,ho provato in prima persona diverse apparecchiature prima di decidermi.Ora,mediante una piccola ricevente a comandi vocali può fare e ricevere telefonate in vivavoce,ha accesso a tutte le regolazioni del tv e dello stereo,accende spegne o attenua le luci.
Leggere l’entusiasmo nei suoi occhi mi stimola la fantasia spingendomi in direzioni nuove:l’anno scorso ho scovato una sedia a rotelle elettrica superammortizzata e adatta ai vialetti di ghiaia, con la quale ora trascorre intere mattinate andando a zonzo per il parco e talvolta,di solito in mia compagnia,si avventura fino al bar del paese per un caffè o un gelato.
L’ultima conquista è stata trasformare lo schermo tv in un enorme monitor che,collegato ad un computer e ad una serie di comandi speciali,gli consente di navigare in internet.
La madre ogni tanto mi ripete:”Sei il suo mito” ma non sa che di fronte a lui e alla sua forza d’animo mi sento piccolo piccolo.Questo sfortunato amico mi ricorda ogni giorno il significato del verbo sopravvivere:continuare a vivere quando sono venute meno le condizioni minime di sopravvivenza,quando sembra che sia inutile,quando l’angoscia ci attanaglia e la voglia di morire prende il sopravvento.Ciao Max,sei un grande.

8 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Max è sicuramente un grande, Lanza. Ma tu non sei da meno, caro amico. Io sono molto vigliacca per quel che riguarda lo stare vicino alla sofferenza, vederla e toccarla con mano. Mi spaventa, mi imbarazza (forse questo verbo è sbagliato, ma non ne trovo uno migliore...), non riesco ad essere "me stessa" e suono falsa alle mie stesse orecchie.
E nutro una sorta di invidia per chi, come te, riesce a comportarsi con tanta naturalezza e - soprattutto - a "dare" tanto, con cuore semplice.
Grazie per aver scritto questo post.

nicbellavita ha detto...

Tu non sei un mito: sei un angelo.
Al contrario della gemella Bastian che (forse, e non so perchè) ha preso a snobbarmi, io con la sofferenza ho un rapporto spontaneo e naturale.
Però, lo riconosco, non sono arrivata a tanto. Mi limito a quello che so fare meglio: consolare strappando uno o più sorrisi.
Un bacio, Roberto.

Lanza ha detto...

Lasciami iniziare dalla fine del tuo commento,Bastian cara,e dirti grazie per le tue splendide parole.Di fronte alla sofferenza anch'io ero imbarazzato,poi ho capito che bisogna trattare chi soffre sforzandosi di non pensare a lui come ad un diverso da noi.Queste persone,ed il mio amico nello specifico,non chiedono di meglio che essere trattati come gli altri,parlare di politica e di film e di calcio.Di sorrisini di commiserazione e prognosi ne hanno le tasche piene.

Tu sei una persona ricca di sensibilità Nic,e non mi meraviglia la tua naturalezza di fronte alla sofferenza.Invece ti assicuro che le prime volte è stata dura,poi ho preso il poco coraggio di cui dispongo e ho iniziato a parlare di tutto e...non ho ancora smesso.Un bacio pure a te.

Linda ha detto...

"io mi occupo di quello che mi riesce meglio:le futilità" ... solo per questa frase, indice di riserva modestia e di generosità, rimpiango il fatto di non aver avuto un fratello o un uomo nella mia famiglia, come te.

Censorina ha detto...

Mi sembra che tu in passato abbia già parlato di questo tuo amico e la cosa mi aveva colpito molto. Il fatto di riuscire ad aiutarlo, là dove molti non sarebbero in grado, è certamente una gioia per te a dimostrazione che essa risiede più nel dare che nel ricevere. Bentornato Roberto.

Audrey ha detto...

Complimenti, non è da tutti, di questi tempi poi...

Audrey

P.S.
Ci sono pochi uomini, oramai, che mi sorprendono...positivamente....e tu sei fra questi :-)

Lanza ha detto...

Sei molto gentile,Linda cara.In realtà credo che ognuno di noi abbia un profilo estremamente sfaccettato e nel mio trova posto un'amicizia incondizionata.

Hai ragione,cara Paola:in questi rapporti il beneficio è reciproco e nulla è chiaro come sembra.

Ti ringrazio Audrey,mi limito a fare ciò che ritengo giusto senza preoccuparmi di altro.Qualche volta funziona.

Zelda ha detto...

un bacio,Roby, e uno a Max

 
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