Vi spiego le cose ovvie...datemi solo il tempo di capirle

martedì 5 ottobre 2010

Living proof that I'm really sound



Credo che chi decide di non avere figli,in assenza di problemi fisici che rendano il procreare estremamente problematico,non racconta a nessuno la verità ed innanzitutto a se stesso.Credo che queste persone abbiano in soffitta un baule pieno di motivi,ogni tanto salgono e se li riguardano e li lustrano.C’è il lavoro,la carriera,i soldi, le responsabilità,le notti insonni aspettando lo squillo di un telefono o le chiavi nella porta.Tutti motivi più che validi ma c’è sempre dell’altro.
Sino a trentacinque anni anch’io mi sono accontentato di aprire il mio personale baule
e di lustrare i miei motivi.Poi la mia curiosità ha preso il sopravvento e ho deciso di approfondire l’argomento,convinto com’ero che i motivi non fossero tutti in quel baule.
Dopo diciannove mesi di psicanalisi,durante i quali ho attraversato stati d’animo estremi e opposti tra loro,la conclusione è stata la seguente:la parola chiave della mia vita è Autonomia,tutte le altre le fanno da corollario.Niente e nessuno potrebbero farmi rinunciare al mio essere autosufficiente tranne una persona che abbia con me un legame speciale ed unico,una persona che sia in qualche modo una mia emanazione,un figlio insomma.Mi terrorizzava avere un figlio perché sentivo che sarebbe stato qualcosa di differente da tutte le altre persone,che avrebbe potuto demolire il castello di carte de “il signor nessun dolore”.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

E allora? Avresti trovato un'altra strada per l'autonomia, pur amando e facendoti amare. E forse saresti stato un padre dolcissimo, pur non rinunciando ai tuoi spazi. O forse no, ma ne sarebbe comunque valsa la pena.

Linda, mammaconvinta, che ti stima tanto.

enrica ha detto...

Caro Roberto,
innanzitutto ben tornato. Mi sei mancato.
Interessante questa tua riflessione sul fatto dei figli. Significa che sei pronto a diventare padre adesso? Sai che sono una fanatica del lieto fine e mi piacerebbe leggere il post in cui scriverai di aver trovato quella persona speciale con cui creare un altro essere speciale.
Temo che non si possa generalizzare,però. Non sempre quello che è vero per te, soprattutto in queste riflessioni così introspettive, è necessariamente vero anche per altri.
Posso solo dirti che io non ho avuto figli per scelta e di anni ne ho 44 adesso. Non è stata la paura dei legami o di perdere la mia autonomia visto che sono legata ad un uomo da oltre 22 anni, ho amici da quasi tutta la vita ed un sacco di altre "responsabilità" che ho deciso di prendere in alcune occasioni e mi sono capitate in braccio ed ho accettate in altre occasioni.
Penso che in qualsiasi scelta che facciamo, per quanto creativa, qualcosa viene distrutto o "sacrificato". Sono decisioni che prendiamo ad ogni passo della nostra vita ed ogni volta per creare qualcosa distruggiamo qualcos'altro. Cerchiamo sempre di creare più di quanto distruggiamo ma non sempre ci riesce.
Nonostante la scelta consapevole nel non fare figli, a volte provo una specie di nostalgia nei confronti di questa scelta, sento la mancanza di quella tenerezza che solo un rapporto con un figlio può creare. E ciononostante non sono pentita.

Bastian Cuntrari ha detto...

Ho dovuto leggere più volte il tuo post per ... capirlo, ma non sono certa di essere riuscita nell'impresa. E - ad un racconto tanto intimo e personale - non posso che commentare con il mio personale.
Sino a 35 anni - single - avrei bevuto anche una pozione di sangue di pipstrello e unghie di drago pur di rimanere incinta, ma - nonostante "viaggiassi" a ruota libera (capisci a mme...) - nisba.
A 38 anni ho incontrato il mio attuale marito e... zàcchete! dopo 6 mesi ero in stato interessante. Ma non sentivo più il desiderio di allevare un figlio: godevo della mia/nostra indipendenza, della vita anarchica a due - senza orari, priva di responsabilità verso "altri" che non fossimo solo noi. E ho abortito, convintamente.

Indubbiamente una scelta dettata dall'egoismo: ma esiste qualche scelta che riguardi noi - singoli o coppia che si sia - non "egoistica"?
A volte riaffrontiamo il discorso e - in tutta tranquillità - ci troviamo a non rimpiangere per nulla quella decisione: non saremmpo stati dei buoni genitori, semplicemente perché non volevamo essere genitori.

Perché credo di non aver capito il tuoi post? Perché - in chiusura - percepisco una vena di rimpianto: nonostante la pervicacia con cui affermi la tua Autonomia (che io definisco indipendenza e quasi anarchia, ma credo sia lo stesso...), parli di un "castello di carte". Quasi le tue certezze non siano poi tali, e tu le senta comunque fragili, erette - come il Colosso di Rodi - su basi d'argilla.
E poi: "Signor nessun dolore"?
Ma forse anche "Signor qualche rammarico"?

wildestwoman ha detto...

da madre di 4 figli, non programmati, ma arrivati per-amore-solo-per-amore
un figlio non toglie autonomia, se vogliamo dare a questa parola un significato più ampio del faccio-ciò-che mi-pare
sono gioia, preoccupazioni, responsabilità, allegria, partecipazione, condivisione, supporto morale e tanto altro
sono la cosa migliore che ho fatto
P.S. sono fortunata perchè sono sani,intelligenti, belli (e di sinistra) ;)

Lanza ha detto...

Linda cara,ti ringrazio della stima.Confesso di ammirare le persone che si buttano nelle cose senza starci troppo a pensare,io alla fine faccio sempre la scelta che credo più vantaggiosa.

Ben ritrovata anche a te,Enrica e grazie di aver notato la mia mancanza.Anch’io torno volentieri a questa piacevole abitudine.Devo dire che sul fatto che non si debba generalizzare hai ragione. Forse avrei dovuto dire che ho sempre pensato che il procreare fosse il modo più semplice per assicurarsi una sorta di immortalità.I motivi pratici che comunemente si elencano quando non si hanno figli li ho sempre considerati veri solo in parte.Ma forse non è così per tutti e Woody Allen ha ragione a dire che la psicanalisi è un mito tenuto in piedi dall’industria dei divani.

Evidentemente mi sono espresso in modo confuso,Bastian carissima,ed ora proverò a farmi capire meglio. Le certezze non fanno per me, rifletto sempre molto prima di prendere una decisione ma oggi mi trove esattamente dove avrei voluto essere molti anni fa.Nella vita però,ogni scelta che facciamo ci preclude la possibilità di sapere come sarebbe andata se avessimo preso una decisione diversa,quindi a volte mi capita di soffermarmi a pensare a scenari alternativi.Niente rammarico ma piuttosto la consapevolezza di avere vissuto solo una delle vite possibili.Senza la possibilità di dare una sbirciata alle altre.

Quattro figli?Complimenti WW,sul serio.Ammiro le persone che prendono le decisioni più scomode, io ho sempre preferito vivere comodamente dormire sino a quando voglio e viaggiare molto in ogni periodo dell'anno.

PS – Saresti fortunata in tutti i casi,ne sono certo.

Bastian Cuntrari ha detto...

... capito: Sliding doors.

nicbellavita ha detto...

Cucù...
Ti capisco, ti ammiro e ti invidio.
Spesso ho detto (e scritto), che ho la sensazione di aver sbagliato tutte le scelte della mia vita.
Compresa quella di sposarmi, perchè mio marito ed io ci volevamo un gran bene (io sì, almeno), ma il bene non basta.
Non mi sono mai sentita portata per la maternità, infatti avrei voluto rinviare di molto un'eventuale scelta in questo senso. Purtroppo il mio ex marito non la pensava come me, quidi rimasi incinta dopo soli due mesi di matrimonio. Non la presi benissimo, ma pian piano quella piccola vita si impadronì di me.
E così scoprii che potevo essere mamma perfino io.
Vedi, son rimasta sola con mio figlio quando lui aveva otto anni, e me la son vista da sola quasi per tutto.
Ho fatto molte rinunce, a livello, privato, ma non mi è pesato più di tanto perchè non mi sono mai aspettata più di tanto.
Dieci anni dopo sono ancora qui in trincea, con problemi diversi. Il mio ex si è felicemente risposato cinque anni fa, ma con il figlio è in rotta, e non se ne esce.
A volte penso di essere, per lui, una sorella maggiore rompiballe, piuttosto che una madre autorevole e carismatica.
Quand'era piccolo giocavamo molto, andavamo al cinema insieme, ci abbracciavamo. Adesso è un diciottenne molto riservato e chiuso, ed io non so se ho fatto bene oppure ho sbagliato tutto anche con lui.
Un bacio e buona notte, Roberto.
Bentornato.

Zelda ha detto...

no so dirti bene perchè, ma mi sento molto vicina a te.
Un bacio

Lanza ha detto...

Esatto,Bastian.Una specie almeno:)

Ora non esagerare,Nic.Credo che ognuno di noi cerchi di barcamenarsi come può,assecondando il nostro carattere e sperando che la sorte sia favorevole.Tuo figlio è uno splendido ragazzo ed essere la "sorella rompiballe" credo sia un modo bellissimo di stargli accanto.Sarà una delle cose migliori della tua vita,devi solo dargliene l'occasione.

Ti ringrazio,Zelda.Non so perchè ma lo sospettavo.Ciao

Anonimo ha detto...

Mi hanno chiesto quest'estate se non senta la mancanza di qualcosa...non alludendo ad un uomo, bensì ad un figlio...forse ogni tanto, ma naturalmente non l'ho ammesso direttamente ;-), solo a me stessa. Sono altrettanto convinta però che un figlio necessiti di entrambi i genitori, purtroppo ho avuto modo di constatarlo con mio nipote, figlio di genitori divisi e lontani...Alla fine in tutti ci sarà sempre un rimpianto: chi è single per non averne, chi ha famiglia e figli per quanto avrebbero potuto fare di diverso, forse l'importante è accettarsi e vivere serenamente la strada intrapresa...però un pò di curiosità, come dici tu, su come avrebbe potuto essere mia figlia (perchè dovendo scegliere la vorrei così)...ogni tanto nasce anche in me :-)
Ciao
Audrey
p.s. Ancora una volta mi stupisci
;-))))

Lanza ha detto...

Anche tu non manchi mai di stupirmi Audrey cara, e non da ora:)

Censorina ha detto...

Non so commentare questo tuo post. Non trovo le parole. Penso però che non troverai mai il reale motivo della tua scelta, come io non so dire perchè abbia sempre desiderato la maternità (forse dal primo bambolotto che mi hanno comperato). Tu sai che io ho avuto una dolorosissima esperienza: in quel momento mi sono chiesta se sarebbe stato meglio che non fosse mai nato. Ho realizzato in seguito che era come se fosse nato una seconda volta prendendo un posto molto più grande di prima.
Ciao Roberto. Ben ritrovato.
Paola

missminnie ha detto...

ho una storia con un uomo che ha fatto una scelta come la tua. poi la vita gli ha messo sulla strada tre ragazzine abbandonate dal loro padre naturale. non erano più piccole da essere imbarazzanti, ma avevano bisogno di qualcuno che le prendesse per mano e le accompagnasse nella vita adulta. E lui ha ceduto al fascino. Al fascino della vita di giovani donne, al fascino di arrivare per un the al sabato pomeriggio e trovare ragazzi che discutono con lui della rivoluzione e lo stanno ad ascoltare mentre racconta i suoi ricordi, il fascino di trovare soluzioni per il loro domani. E' silenziosa la casa dove vive, con una suocera malata e una moglie madre di sua madre. La vita chiama e lui ne è rimasto sedotto. Non sempre si è padri o madri di figli propri. Alle volte succedono cose strane, soluzioni alternative che non si sono preventivate. E chi ha rinunciato a vedere le sue figlie crescere? Non sa cosa si è perso. Veramente non ne ha neanche la più pallida idea.

Lanza ha detto...

I motivi di una scelta,cara Paola,sono quasi sempre molteplici.Mettiamola così:per me non è mai stata una priorità.

Anche chi non ha mai preso il peyote non ha idea di ciò che ha perso ma non mi pare un valido motivo per farne uso.Forse abbiamo differenti concezioni della vita che chiama:per me è sempre e solo la mia.Delle vite altrui,con qualche rara eccezione,non mi sono mai preoccupato.

 
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