Vi spiego le cose ovvie...datemi solo il tempo di capirle

lunedì 7 settembre 2009

I know a mouse,and he hasn't got a house





Triste a chi tocca.Così la mia adorata nonna era solita concludere l’ascolto di racconti di sfortunati casi della vita:improvvise morti o gravissimi incidenti. Nessuno l’aveva mai vista piangere:si limitava ad accettare lutti e malattie con la consapevolezza che era il prezzo da pagare per vivere.Il denaro e i beni materiali li liquidava con un ”tanto mangio poco” che non era snobismo travestito da nonchalance: era un modo di pensare condensato in tre parole,perchè non parlava mai molto.
Dei piccoli screzi e delle invidie neppure serbava memoria,ma per una mancanza di rispetto che giudicava grave non esitava a distruggere delle persone,esattamente come me. Mia nonna mi amava incondizionatamente:quando combinavo qualche disastro correvo a rifugiarmi da lei che dissuadeva con uno dei suoi gelidi sguardi chiunque pensasse di infliggermi una (giusta) punizione. Credo che a volte i caratteri saltino una generazione:non assomigliavo per nulla ai miei genitori ma ero la copia carbone di mia nonna ed entrambi percepivamo questo legame senza dire nulla.
Nonna,dopo tanti anni il tuo ricordo è ancora vivo in me e non sai a cosa sarei disposto a rinunciare per riaverti qui.

P.S. Le foto sopra servono ad evitare equivoci (sto scherzando,Enrica:) e a ribadire una regola vecchia come il mondo:morto un papi se ne fa un altro.

10 commenti:

Censorina ha detto...

Questo tuo post è bellissimo. Io sono la copia (purtroppo non esatta) di una zia paterna che amava leggere e scrivere ed era (allora) autodidatta.
Però che c' entra il papi? Scusa, ma non ci azzecco.

Lanza ha detto...

@Censorina:grazie.Riguardo al papi scherzavo riferendomi alle ragazze delle foto:)

Anonimo ha detto...

E' la sensazione più dolce che ci rimane dell'infanzia: aver avuto qualcuno che davvero si è preso cura di noi. E deve essere ancora più dolce, quando il ricordo è legato a chi con noi aveva un legame così protettivo da essere esclusivo.
E se poi come dici tu, i caratteri saltano una generazione, ora capisco tante cose di te.
Un abbracci forte, Linda

Anonimo ha detto...

bello questo tuo ricordo affettuosissimo di una donna che era evidentemente molto speciale.....ora ritieniti fortunato di averla avuta con te perchè ti ha aiutato ad essere ciò che tu sei ora....
ah...la saggezza degli anziani!!!
una vecchietta fatapiumetta

enrica ha detto...

Caro Lanza... accetto questa punizione inflitta con condiscendenza perché lo merito... ma non esagerare...
Penso che noi tendiamo ad assomigliare alle persone che amiamo e che questo abbia davvero poco a che fare con i geni. E da bambini tendiamo ad amare chi ci protegge da quel mondo violento e minaccioso che sembra circondarci.
A volte questo amore è così forte che passiamo il resto della nostra vita a cercare il volto dei nostri nonni o dei nostri genitori anche nei volti e negli occhi dei nostri partners sperando che, nonostante siamo adulti e dovremmo prendere noi il posto dei nostri predecessori, qualcuno continui a proteggerci.
Mi sono accorta di essere cresciuta quando uno dei miei zii mi disse che ero troppo pesante per essere presa in braccio. Ci sono momenti che non so che darei per tornare ai momenti in cui ero così piccola che finivo per passare in braccio ai miei parenti la maggior parte del mio tempo...

Piero. ha detto...

Ciao, ho fatto scorrere tutta la pagina del tuo blog, da sopra a sotto. A parte le ragazze (notevoli)
del primo post c'è un forte senso di metafisico nelle immagini che usi; la concretezza che diventa idea assoluta. E' la prima volta che mi capita di vedere rappresentata in modo così chiaro la fuga da noi che l'età spesso ci causa. I nostri vecchi, per me, sono lo specchio del ritorno o la voce che abbiano negato per lungo tempo salvo ritrovarci ad usarla quando meno ce lo aspettiamo.

enne ha detto...

Per dire, io assomiglio ad un personaggio un po' matto della parte paterna della mia famiglia.
Tristemente ovvio, no?

Lanza ha detto...

@Linda:è sempre sorprendente ritrovare caratteri comuni in persone cronologicamente distanti.

@FataPiumetta:in un vecchio post scrivevo che in noi c'è una goccia di sangue dei Crociati.Questo spiega molto.

@Enrica:mi spiace,credevo fosse evidente il tono scherzoso.Ma sono una persona che di solito si tiene abbondantemente entro i limiti.
D'accordo con la tua analisi però credo che l'ereditarietà abbia un peso,eccome.

@Piero:benvenuto intanto.Posso assicurarti che quello che scrivi lo faccio a livello subliminale.Come penso da sempre sono i dettagli quelli che parlano di noi.

@Enne:alla parola"matto"ho sempre dato valenza positiva.Quindi ovvio ci sta ma tristemente direi di no.

enrica ha detto...

Anch'io scherzavo, Lanza... Purtroppo le parole scritte spesso mancano di espressione e così ci si può malcomprendere...

Lanza ha detto...

@Enrica:sei una persona troppo intelligente perchè potessi pensare che te l'eri presa:)

 
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